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Ne vinti ne vincitori

Ne vinti ne vincitori

Penso in particolare alle riflessioni di Talcott Parsons, a cui sono molto grato, intorno alle tematiche della sicurezza e della fiducia. Oggi aggiungerei tuttavia, che non si tratta solo di crisi di fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato, ma di crisi di fiducia in se stessi. Stiamo tutti perdendo le nostre sicurezze e le stiamo perdendo in fretta. Per diverse ragioni. A questo punto occorre aprire una parentesi. Forse questo era vero quando ero giovane: Credevamo che se solo avessimo saputo di più, se solo avessimo condotto più ricerche, tutto sarebbe andato bene.

Di fronte a mille di misteri in attesa di essere svelati, ci sarebbe bastato rivelarne uno, per poter dire che ne restavano solo Questo sentimento ora non ha più ragione di essere. La conoscenza, con i nuovi mezzi, si sviluppa in modo esponenziale: Quello che ci manca, oggi, non è dunque più conoscenza, ma al contrario una sorta di macchina selezionatrice, che riesca a separare il grano dal loglio. Stiamo soffocando sotto questo eccesso di informazione, io per primo sto soffocando. Quando chiedo a Google di darmi un riscontro su un qualsiasi argomento, ottengo normalmente in risposta dai 2 ai 4 milioni di risposte: Il savoir, insomma, è in difficoltà non perché sia in deficit, ma al contrario perché è in eccesso.

Ovviamente questo si applica al sapere scientifico, ma anche al sapere divulgativo, quello su cui lavorano gli specialisti della comunicazione. È quasi banale sottolineare che negli ultimi anni tutti gli eventi importanti si sono verificati in modo inaspettato e imprevedibile. Se Google mi fornisce 2 milioni di risposte a una domanda, per la teoria della probabilità è ragionevole pensare che tra queste ce ne sarà almeno una, o forse anche più di una, che realmente è in grado di aiutarmi a fare previsioni.

Ma come decidere quali sono? E come occuparsene? Questo è il problema. Infine il pouvoir: We can do it! Quando ero giovane, il mondo era un insieme di campi contrapposti: Non ricordo nessuno che discutesse invece su chi avrebbe dovuto farlo. Il ragionamento che ci guidava era semplice: Era questo lo schema sottostante alla cultura in cui siamo cresciuti: Ma oggi, esattamente come i tre pilastri dell'aforisma di Comte, anche i termini di questa diade, governo e individui, hanno ricevuto un bel colpo.

A partire proprio dal governo. Pur con le dovute eccezioni, in generale non credo che la responsabilità per l'inettitudine e l'impotenza dei governi sia tutta dei politici. Sostituite un politico con un altro: E infatti i membri della Lega delle Nazioni, ovvero i predecessori delle Nazioni Unite, erano appena Perché è accaduto tutto questo? Perché oggi politica e potere, che prima risiedevano in un solo dominio, quello dello Stato-nazione, sono separate, o quanto meno sulla strada per il divorzio. E cosa è politica? Se le due abilità si presentano insieme, ecco che si ha il potere dello Stato. Ma ora una gran parte del potere precedentemente detenuto dallo Stato è evaporato nel cyberspazio, nello spazio globale, una terra di nessuno, dove nessuno Stato è in grado di raggiungerlo e recuperarlo.

Le domande si aggiunsero via via: Si poteva perdere, perdersi, vincendo? La poesia mi parve la strada su cui mettermi per rispondere a quelle domande. Ecco perché il mio zaino è sempre troppo grande, troppo ingombrante, da qualsiasi angolazione lo guardiate, è troppo. Ero in un luogo superbo, il tempio della dea Fortuna Primigenia, antica meta di pellegrinaggio, ero seduto accanto ai giurati e due musicisti suonavano. In quei due minuti di musica che precedevano la consegna del premio, di fronte al pubblico, sotto i riflettori, mi sono oscurato. Stanno nel mio zaino, insieme alle domande vecchie e a quelle che ancora non conosco.

Né vincitori, né vinti. Stai commentando usando il tuo account WordPress. Stai commentando usando il tuo account Google. Stai commentando usando il tuo account Twitter. Stai commentando usando il tuo account Facebook. Notificami nuovi commenti via e-mail. Notificami nuovi post via e-mail. Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail. Sign me up! Si è verificato un errore durante il recupero delle immagini da Instagram.

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Ne vincitori ne vinti | Paolo Bacci | Flickr

Scritto a quattro mani da Francesco Niccolini e Mario Rigoni Stern, “Senza Vincitori né Vinti”, non è uno spettacolo, bensì un omaggio ai milioni. “Se è vero che la guerra è un'«inutile strage» è vero che, nella guerra, tutti sono vittime. Lo sono i vinti e lo sono anche i cosiddetti vincitori [ ]. Disinnescare la spirale dell'odio creando un movimento civile "pacificatore" per far valere le ragioni del dialogo tra etnie, popoli e tutte le minoranze etnico. Traduzioni in contesto per "sopravviveranno né vincitori né vinti" in italiano- spagnolo da Reverso Context: Perché a questa guerra non sopravviveranno né. In riferimento alla revisione della clausola di dissociazione, dobbiamo arrivare a una conclusione senza che ci siano né vincitori né vinti perché, obiettivamente. Se ne è parlato molto, se ne è scritto molto. E anche in questa occasione* sono molti gli spunti interessanti emersi intorno al tema, che diventa ancora più. DI CHIARA INGENITO. Scarica il documento integrale QUI. Il Presente contributo è volto ad analizzare brevemente alcuni aspetti concernenti.

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